Menu

Prometeo Gallery Ida Pisani

Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

Prometeogallery was established in Milan in 2005 by Ida Pisani.

Located in the Lambrate neighbourhood, where many other contemporary art galleries have recently settled, the gallery aims to promote through solo and group shows the work of international artists, with a particular focus on the new artistic researches from Eastern Europe (Russia, Romania, Bulgaria), Greece and South America. In 2008 prometogallery opened a new space in Lucca, Tuscany, the city that in the early 2000s hosted the Associazione Prometeo, that saw Ida Pisani between the founders.


Coming back to Lucca allows the gallery to exhibit in the stunning space of the former Saint Matthew’s church, where the work of artists like Santiago Sierra and Regina José Galindo was presented for the first time in Italy. The constant attention towards an art deeply connected to the place of its origin, that is always questioning itself and that doesn’t operate without a relationship with the complex contemporary society, allowed the gallery to build during these years a well defined identity that places it in the international artistic debate with a growing consciousness about the choices made.


Via Giovanni Ventura 6, 20134, Milano, Italy

3D exhibitions

  • Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

    Erre Erre, Rosanna Rossi

    18 Jun 2020 – 18 Jul 2020

    Prometeo Gallery Ida Pisani presenta Erre Erre, la nuova mostra di Rosanna Rossi (Cagliari, 1937). Erre Erre. Rosanna Rossi. Una donna, un’artista: due identità che in lei convivono come fossero sinonimo l’una dell’altra. C’è un legame indissolubile tra la sua carriera e la sua vita che riverbera in ciascuna sua opera facendosi carico della presenza di chi guarda e restituendo la sua anima artistica. Erre Erre. Rigore Ritmo. Due costanti che definiscono una ricerca artistica improntata alla sperimentazione continua da più di sessant’anni. Nel mondo di Rosanna Rossi il tempo è ritmo, scandito da righe, linee e perfette pennellate di colore, misurate e calibrate, che si stagliano sulla tela bianca con controllo, cautela, rigore compositivo e calibratura spaziale. Serie come Bande Colorate, Beautiful Lines, Carati e Cartesiane sembrano originare, come la musica, dalla conoscenza. Sono un fatto puramente intellettuale e poi fisico e in esse, oltre alla raffinatezza tecnica e linguistica, risuona forte il rigore nella ripartizione del ritmo. Erre Erre. Review Rewind. Che cosa si può fare che non esiste, di cui inventare la forma, lo spazio, il colore, la direzione? È questa l’origine della ricerca artistica di Rosanna Rossi, che approda al non figurativo negli anni Settanta, dopo una figurazione di ascendenza espressionista degli esordi. Non si tratta, però, affatto, di inventare, piuttosto è la concreta possibilità che la pratica del fare e del vedere si uniscano in un linguaggio in cui le categorie tradizionali si reinventano in una nuova definizione estetica. Spaghi, Garze, Guanti, Forme Sonate e Camouflage: sono alcune delle serie che restituiscono la capacità di Rossi di identificazione e di metamorfosi ma anche quella di evocare nello spettatore variazioni all’infinito. Ed è appunto la variazione che Rossi ricerca, mutando con una certa costanza le dimensioni, le direzioni, i valori, le quantità. Tutto ciò, insomma, che una forma può dire a chi la ri-guarda e la ri-scopre sempre nuove e infinite volte.

  • Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

    Giuseppe Buzzotta | Di creste e ventri

    16 Apr 2020 – 03 May 2020

    Sei mesi fa circa scrissi in una sera quello che, attualissimo, vale per oggi e che non posso esimermi dal pubblicarlo ora: La luce e il colore stesso, che ne è una manifestazione individuata, nella loro attività micro visibile raggiungono punti alti di attività vibrazionale, che li caratterizzano e li rendono manifesti all'occhio; graficamente questi punti corrispondono alla cime di un onda. Come in un qualsiasi grafico in cui si racconta l’andamento di un fenomeno, possiamo distinguere in creste e ventri, in onde e vuoti e parti concave e convesse la storia e la statistica di una forza in atto. Creste e ventri partecipano anche dell’anatomia della forma animale, del corporeo. Provando a liberare dalla statistica la condizione umana, ho reinventato queste curve, parabole, onde, libere di muoversi fuori dai grafici cartesiani di rappresentazione, per rientrare a pieno diritto, nel mondo delle idee/cause dal quale tutto proviene, in primis proprio la speculazione geometrica e matematica, come ci insegna Pitagora e con lui ricercatori recenti all'avanguardia. Questi disegni di movimenti nello spazio, a tratti diventano simboli di paesaggio, poi frammenti di architettura barocca, poi tornano più vicini alla dimensione anatomica umana, corrono e giocano e sono immortalati come in una fotografia, un attimo prima di essere altro. Ma davvero sono altro ed esistono in questa forma di dipinti, solo nel momento in cui li osserviamo. Allo stesso modo in cui ogni vita umana esiste, ogni vita animale, diviene cresta nell’attimo in cui si manifesta (nel punto più alto del suo manifestarsi agli altri), e ventre quando torna all’utero fertile delle cause: come una sorta di realtà ignota ma al tempo stesso manifesta e generatrice dell’unità-cosmo. Oggi aggiungo che scrittura e disegno coincidono sempre, sono istanze primarie del linguaggio visibile. Nel palinsesto dei graffiti, le sovrascritture, incise e dipinte sulle pareti delle grotte dell’Europa paleolitica, ci mostrano questo processo in atto, portato avanti per una lunga catena di generazioni. L’idea di un corpo di lavori ad acquerello, dal titolo Palinsesto Paleolitico, nasce dall’idea di generare simboli e immagini vuoti di senso definito, ma pregni della cultura del tempo, impenetrabili ma non per questo non comprensibili. Alfabeti del cielo e della terra, è invece il motivo che guida i dipinti ad olio. É anche un mezzo, per apprezzare e rivalutare il visibile ed il suono. La coesistenza dell’immagine e delle cose; il gesto, l’articolazione della mano, dell’occhio e della mente, ci permettono di prendere in prestito dalla pittura e dalla scrittura, le coordinate per fare emergere un Corpo espositivo.

  • Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

    Edson Luli | "I don't know. Let's see!"

    16 Apr 2020 – 03 May 2020

    (english version below) Prometeo Gallery è lieta di annunciare “I don't know. Let's see!“ la prima mostra online dell'artista Edson Luli (Shkoder, Albania, 1989). La mostra sarà visitabile online dal 16 aprile al 3 maggio, 2020 Nella nostra società iper-moderna, che culmina con l’informatizzazione della vita, il sistema sociale interviene in maniera sempre più massiccia e pervasiva nei processi della tradizione culturale e dell’integrazione. Di fatto, viviamo oggi in una condizione di massa crescente di conoscenze che sono accelerate nella loro acquisizione e rimozione, senza un effettivo radicamento socio-culturale. Come possiamo dunque essere consapevoli del processo temporale in cui nascono percezioni, astrazioni, concetti e modelli mentali? Sapere può essere una questione di tempismo. Come possiamo valutare la nostra vita interiore? Di cosa si tratta? Come ci comportiamo? Gli standard delle valutazioni, che valgono per tutte le scienze come per tutti i nostri affari, sono la prevedibilità e la sperimentazione. Alcuni di questi standard non possono essere evitati: siamo nati in un insieme di valori. Ecco perché disponiamo di un insieme di conoscenze di cui siamo consapevoli e che siamo in grado di comprendere, che abbiamo ricevuto dalla società e che usiamo quotidianamente. Il problema dell'educazione è un problema su cui ci siamo ingannati fin dagli esordi dell'umanità. Dal momento in cui nasce un bambino viene educato. I fattori neuro-semantici sono all'opera, e in particolare le reazioni neuro-linguistiche in quanto gli ambienti umani sono quelli verbali. Ed è in questi ambienti che assumiamo anche un altro insieme di conoscenze di cui siamo consapevoli pur senza comprenderle. L’organismo, che impara come un insieme, sa che l’ignoranza va bene, ma la falsa conoscenza lo rende infelice. E poi, forse paradossalmente, ciò che noi chiamiamo universo, così come le ragioni che noi avanziamo in risposta all’esistenza e alla non esistenza di ogni cosa, è un insieme di idee così astratte da non essere percepibili. Del resto la prevedibilità implica fattori di sanità mentale. Ci salva dallo shock della sorpresa. E niente è più difficile che scoprire l’ovvio. Ecco perché finiamo per affidarci a quell’insieme di fattori che esistono come cause e che possono avere una molteplicità di effetti, che a loro volta diventano nuove cause, da cui emerge - quasi inevitabilmente - un ambiente immensamente complesso in cui l’ordine naturale, che si basa su relazioni asimmetriche, pervade e alimenta la dimensione socio-culturale. Il sistema nervoso è il risultato dell'impatto dell’ambiente. La nostra esistenza sembra potersi intendere come un universo infinito di influenze dove tutto, intorno a noi, è stato progettato per distrarci dai problemi reali. È come se la cultura della società contemporanea avesse creato la necessità di cercare sempre un senso, un significato, un valore da aggiungere a tutto ciò che appare davanti ai nostri sensi. Ecco perché il linguaggio ci si offre come un mezzo orientativo. Così possiamo distinguere le parole dai rumori. E possiamo usare le parole come simboli, non come segnali. Rischiamo di saltare per aria anche a causa di parole che non ci piacciono, perché abbiamo reazioni simboliche per ogni affare che ci riguardi. È possibile ripulire i nostri casini umani con metodo scientifico? Questa è una questione di indagine sui fatti, non di speculazione. Dio perdona i nostri peccati, ma il nostro sistema nervoso no. english version: Prometeo Gallery is pleased to announce "I don't know. Let's see!" the first online exhibition of the artist Edson Luli (Shkoder, Albania, 1989). The exhibition will be available online from April 16 to May 3, 2020. In our hyper-modern society, which culminates in the computerisation of life, the social system intervenes in an increasingly massive and pervasive way in the processes of cultural tradition and integration. In fact, we live today in a condition of growing masses of knowledge that are accelerated in their acquisition and removal, without an effective socio-cultural rooting. So how can we be aware of the temporal process in which perceptions, abstractions, concepts and mental models are born? Knowing can be a matter of timing. How can we evaluate our inner life? What is it all about? How do we behave? The standards of evaluation, which apply to all sciences as to all our affairs, are predictability and experimentation. Some of these standards cannot be avoided: we are born in a set of values. That is why we have a set of knowledge that we are aware of and able to understand, that we have received from society and that we use on a daily basis. The problem of education is a problem on which we have been deceived since the beginning of humankind. From the moment a child is born he/she is educated. Neuro-semantic factors are at work, and in particular neuro-linguistic reactions as human environments are verbal. And it is in these environments that we also assume another set of knowledge of which we are aware without understanding it. The organism, which learns as a whole, knows that ignorance is fine, but false knowledge makes it unhappy. And then, perhaps paradoxically, what we call the universe, as well as the reasons we advance in response to the existence and non-existence of everything, is a set of ideas so abstract that they are not perceptible. After all, predictability implies factors of sanity. It saves us from the shock of surprise. And nothing is more difficult than discovering the obvious. This is why we end up relying on that set of factors that exist as causes and that can have a multiplicity of effects, which in turn become new causes, from which emerges - almost inevitably - an immensely complex environment in which the natural order, based on asymmetrical relations, pervades and nourishes the socio-cultural dimension. The nervous system is the result of the impact of the environment. Our existence seems to be an infinite universe of influences where everything around us is designed to distract us from real problems. It is as if the culture of contemporary society has created the need to always seek a meaning, a value to add to everything that appears before our senses. This is why language offers itself to us as a means of orientation. So we can distinguish words from noises. And we can use words as symbols, not as signals. We also risk blowing up because of words we don't like, because we have symbolic reactions for every affair that concerns us. Is it possible to clear our human messes by scientific method? This is a question of the investigation of facts, not speculation. God may forgive your sins but your nervous system won't.

  • Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

    Fabrizio Cotognini | Guardati intorno, riesci a vedere?

    06 May 2020 – 25 May 2020

    Erra l’uomo che guarda la natura da spettatore, provando a studiarne le leggi per sfruttarla, farla a pezzi e tentare di ricomporla in una sintesi artificiale. In un momento storico fitto di domande, in cui tutto è rilevante e irrilevante al contempo e la dimensione sociale è radicalmente cambiata, la mostra di Fabrizio Cotognini disegna una finestra da cui ammirare un panorama che assume invero i contorni di un terreno sospeso tra percezione fisica e mentale. Simile a uno stato di dormiveglia in cui si mescolano elementi reali, desideri e immaginazione, Guardati intorno, riesci a vedere? si articola intorno a personaggi come Faust e Darwin, diventando un luogo dove il tempo non ha finalità ma è incluso e compreso. È stato un tema caro, questo del tempo, a Johann Wolfgang von Goethe, che ne fece il cardine del suo famoso poema melodrammatico, il Faust, che Cotognini riprende per esempio per concepirne disegni, sculture e appunti in cui l’inquietudine temporale serpeggia attraverso le figure di Mefistofele e Margherita, risuonando più attuale che mai. Proprio dal guardare, peraltro, si irradia l’enigma del senso, che innesca il tentativo di fissare la propria esistenza nel tempo, che può assumere qualunque forma. Nei mitologici protagonisti ravvisiamo i connotati di un’espressione estetica collettiva dove è possibile trovare rispecchiata la propria identità. É del resto un tratto antichissimo umano la brama di riposo dalle tempeste della vita, ma oggi siamo tutti più consapevoli, come forse il vecchio marinaio, che è inadeguata la conoscenza che dà l’illusione di onnipotenza. Nei tentativi di spostare da sé i limiti, ormai evidenti, della dimensione umana, l’uomo è destinato a soggiacere al potere della natura, irrazionale, affascinante e talvolta distruttiva, ecco allora che Cotognini ha lavorato sulle distanze e sulle vicinanze non solo come una pratica comune dello spazio e del tempo, ma come un vero e proprio modo di vedere, intendendo con vedere gli apparati dei sensi e della memoria uniti a una soggettiva e mobile presenza al mondo. Riorganizzando antiche incisioni, intervenendo su illustri progetti architettonici, ricercando quella chiave contemporanea che non è semplice mise en scène ma vero e proprio coinvolgimento dello spettatore all’interno di sequenze sempre nuove, si lascia che dalle opere in mostra sboccino storie, emozioni ed esperienze che indicano la necessità di uno sguardo allargato che abbracci la pluralità del nostro tempo nel nostro spazio che, inevitabilmente, non può non essere concepito come infinito, uno e indivisibile.

  • Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

    Ruben Montini | Le paure condivise

    02 Apr 2020 – 11 Apr 2020

    Nessuno può più raggiungermi Se dovessi morire ora, morirei da solo Se dovessi stare male ora, solo degli sconosciuti potrebbero soccorrermi Questo periodo di lockdown non è semplice da gestire. Inizialmente sembrava che noi potessimo avere del tempo a nostra disposizione, che avremmo potuto impiegare nel fare cose che solitamente non riusciamo a realizzare; invece poi, di fatto, occupiamo la gran parte di questo periodo a leggere le news o a guardarle in TV, pensando ai nostri cari amici, alla nostra famiglia e alle persone con cui solitamente lavoriamo.. sperando che tutti loro, nessuno escluso, stiano bene e che sopravvivano alla pandemia. Inoltre, stiamo vivendo in un tempo che sembra essere sospeso, che non abbiamo idea di quando finirà, se finirà... e, a quel punto, come influenzerà il nostro modo di vivere, di relazionarci agli altri, come occuperemo e ci comporteremo negli spazi pubblici e così via. In questo periodo, mi sembra naturale passare il tempo a riflettere sul tema dell’isolamento e dell’isolamento forzato; isolamento come unica soluzione per poter sopravvivere, isolamento che - nei maggiori dei casi - significa solitudine. Non perché lo abbiamo deciso noi, non perché qualcun altro ci rifiuta... ma perché è l’unico modo che ci assicura di sopravvivere a tutto ciò. Manipolando i due hashtag principali in uso in Italia oggi #iorestoacasa e #andràtuttobene ho realizzato due disegni che enfatizzano la solitudine che questi comportano, un qualcosa che non è nuovo per una persona come me che vive da solo da tanto tempo e in generale per noi artisti, una categoria di persone che vive immersa nella solitudine sia durante il processo meditativo o di progettazione sia in quello più creativo, e per tutti quelli di noi che hanno deciso di spendere parte della propria esistenza in aree più defilate. Perciò, nel mio lavoro i due slogan diventano “io resto a casa da solo COME SEMPRE” e “andrà tutto bene DA SOLO”, sottolineando la necessità di dovercela fare, ancora una volta, come sempre, da soli.

    latest works

    • Rosanna Rossi

      Senza titolo, 1983
      50 x 110 cm (h x w)
      olio su tela
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo, 1983
      50 x 221 cm (h x w)
      olio su tela
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Sonatine), 2014-15
      40 x 130 cm (h x w)
      Acrilico e olio su tela di lino
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo, 1988/91
      180 x 160 cm (h x w)
      Acrylic and oil on linen canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo, 1988/91
      150 x 150 cm (h x w)
      Acrylic and oil on linen canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Beautiful Lines), 1971/72
      120 x 150 cm (h x w)
      acrylic on canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Beautiful Lines), 1971
      120 x 150 cm (h x w)
      acrylic on canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Forma Sonata / Predella), 2007/08
      180 x 130 cm (h x w)
      Acrylic and oil on linen canvas
    • Rosanna Rossi

      Impronte di guanti (Guanti), 1992
      180 x 120 cm (h x w)
      Cement and acrylic
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo, 1992/94
      150 x 150 cm (h x w)
      Acrylic and oil on linen canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Guanti), 1995
      180 x 120 cm (h x w)
      Plastic gloves on plywood
    • Rosanna Rossi

      Aurorale, 1987
      150 x 120 cm (h x w)
      Acrylic and oil on canvas
    • Rosanna Rossi

      Aurorale, 1987
      150 x 120 cm (h x w)
      Acrylic and oil on canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo F01-05 (Cartesiane), 1978/79
      35 x 175 cm (h x w)
      Acrylic on watercolor paper
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo B 01-05 (Cartesiane), 1978/79
      35 x 175 cm (h x w)
      Acrylic on watercolor paper
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo C 01-05 (Cartesiane), 1978/79
      35 x 175 cm (h x w)
      Acrylic on watercolor paper
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Omaggio a Klimt), 1982/84
      150 x 100 cm (h x w)
      acrylic on canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Omaggio a Klimt), 1982
      195 x 145 cm (h x w)
      acrylic on canvas
    • Rosanna Rossi

      Acqua (Acqua, Aria, Terra), 1979/80
      200 x 150 cm (h x w)
      Pastels on linen canvas
    • Rosanna Rossi

      Senza titolo (Spaghi), 1978
      200 x 150 cm (h x w)
      Acrylic and cords on linen canvas
      Cookies help us to provide certain features and services on our website. By using the website, you agree that we use cookies. Privacy policy